Dicitura “artigianale” negli alimenti: cosa cambia con la nuova normativa
Negli ultimi anni, l’utilizzo di diciture come “artigianale” o “fatto a mano” nel settore alimentare è cresciuto in modo significativo, diventando un potente strumento di comunicazione verso il consumatore.
Oggi però questo scenario cambia: con l’introduzione della Legge n.34 dell’11 marzo 2026, queste indicazioni non possono più essere utilizzate liberamente a fini di marketing, ma devono rispettare precisi requisiti normativi.
Le nuove disposizioni richiedono che tali diciture siano veritiere, dimostrabili e conformi, pena sanzioni rilevanti che possono arrivare fino all’1% del fatturato aziendale.
In questo articolo approfondiamo cosa prevede la normativa, quali sono i rischi per le aziende e come adeguarsi correttamente.
Cosa si intende per “artigianale” secondo la normativa
Con la nuova regolamentazione, il termine artigianale non è più una definizione generica o evocativa, ma assume un significato preciso dal punto di vista legale; infatti, per poter utilizzare questa dicitura, un prodotto alimentare deve rispettare criteri specifici legati a:
- processo produttivo (limitato utilizzo di automazione industriale)
- lavorazione manuale o semi-manuale
- assenza di processi standardizzati su larga scala
- tracciabilità delle fasi produttive
Inoltre, l’azienda deve essere in grado di documentare e dimostrare la coerenza tra quanto dichiarato in etichetta e le reali modalità produttive.
Diciture in etichetta: perché diventano un tema critico
L’etichettatura alimentare è uno degli elementi più sensibili nella comunicazione verso il consumatore.
Diciture come “artigianale”, “fatto a mano” e “tradizionale” possono influenzare in modo significativo le scelte di acquisto. Proprio per questo motivo, il legislatore ha introdotto regole più stringenti per evitare pratiche fuorvianti, che potrebbero indurre in errore il consumatore attribuendo al prodotto caratteristiche che non corrispondono alla realtà produttiva.
Cosa cambia per le aziende del settore alimentare
L’introduzione della nuova normativa comporta un cambio di approccio importante per le imprese.
Non si tratta più solo di comunicazione, ma di compliance normativa, le aziende infatti ora devono:
- verificare tutte le diciture presenti in etichetta
- valutare la coerenza con i processi produttivi reali
- predisporre evidenze documentali a supporto
- aggiornare, se necessario, packaging e materiali di marketing
Questo implica un lavoro trasversale che coinvolge qualità, produzione, marketing e ufficio regolatorio.
Sanzioni e rischi in caso di non conformità
Il mancato rispetto della normativa può comportare conseguenze rilevanti.
Tra i principali rischi:
- sanzioni economiche fino all’1% del fatturato
- contestazioni da parte delle autorità di controllo
- ritiro o modifica dei prodotti dal mercato
- danni reputazionali
Oltre all’aspetto economico, è importante considerare l’impatto sulla fiducia del consumatore, sempre più attento alla trasparenza delle informazioni.
Come garantire la conformità delle diciture
Per adeguarsi correttamente alla normativa, è fondamentale adottare un approccio strutturato.
Le principali azioni includono:
- Audit delle etichette: revisione completa delle diciture utilizzate
- Verifica dei processi produttivi: analisi della reale “artigianalità” del prodotto
- Raccolta di evidenze: documentazione tecnica a supporto delle dichiarazioni
- Allineamento interno: coordinamento tra reparti aziendali
- Aggiornamento normativo continuo
Un controllo preventivo consente di evitare non conformità e intervenire prima di eventuali contestazioni.
I tuoi esperti di fiducia
Supportare le aziende nella gestione delle etichette e della conformità normativa è oggi più importante che mai. Un approccio strutturato consente di prevenire sanzioni; ridurre i rischi regolatori; garantire coerenza tra prodotto e comunicazione e, infine, rafforzare la fiducia del mercato.
In Lifeanalytics affianchiamo le aziende del settore alimentare con servizi integrati di consulenza tecnica e supporto normativo, tra cui:
- Revisione e verifica delle etichette alimentari, in conformità alla normativa nazionale ed europea
- Consulenza regolatoria su claim, diciture e comunicazione di prodotto
- Audit documentali e di processo per verificare la reale conformità alle dichiarazioni in etichetta
- Supporto nei sistemi di autocontrollo (HACCP) e nella gestione della sicurezza alimentare
- Formazione tecnica per il personale su etichettatura e requisiti normativi
- Aggiornamento normativo continuo, per aiutare le aziende ad adattarsi tempestivamente alle nuove disposizioni
Un supporto tecnico qualificato consente di trasformare un obbligo normativo in un’opportunità per migliorare trasparenza, qualità e posizionamento sul mercato.
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