Cos’è la LCA: capire l’impatto ambientale “dalla culla alla tomba”
Negli ultimi anni il concetto di sostenibilità è entrato stabilmente nel linguaggio di aziende, istituzioni e consumatori. Tuttavia, parlare di sostenibilità in modo serio significa andare oltre slogan e dichiarazioni generiche, e basarsi su analisi oggettive, misurabili e verificabili. È proprio in questo contesto che si inserisce la LCA – Life Cycle Assessment, in italiano Valutazione del Ciclo di Vita, uno degli strumenti più autorevoli per comprendere e ridurre l’impatto ambientale di prodotti, processi e servizi.
La LCA consente di rispondere a una domanda fondamentale: qual è il reale impatto ambientale di ciò che produciamo e utilizziamo, considerando l’intero percorso che va dall’origine delle materie prime fino alla gestione del fine vita? Questo approccio, spesso riassunto con l’espressione “dalla culla alla tomba”, rappresenta oggi un punto di riferimento per chi vuole affrontare la sostenibilità in modo concreto e responsabile. L’espressione “dalla culla alla tomba” è centrale e descrive in modo efficace l’ampiezza dell’analisi. La “culla” rappresenta l’origine del prodotto, ovvero l’estrazione delle risorse naturali necessarie alla sua realizzazione, mentre la “tomba” indica la fase finale, quando il prodotto non è più utilizzabile e deve essere gestito come rifiuto o risorsa da recuperare.
A differenza di valutazioni parziali, che si concentrano solo su una singola fase come la produzione o l’uso, la LCA considera l’intero sistema: l’estrazione delle materie prime, i processi di trasformazione, i trasporti, la fase di utilizzo e, infine, il trattamento a fine vita, che può prevedere il riciclo, il recupero energetico o il suo smaltimento aiutando ad evitare errori di valutazione e consentendo di individuare con precisione dove si concentrano i maggiori impatti ambientali.
La LCA è basata su un approccio scientifico riconosciuto e standardizzato a livello internazionale. I riferimenti principali sono le norme ISO 14040 e ISO 14044, sviluppate dall’International Organization for Standardization che definiscono i principi, il quadro metodologico e i requisiti per condurre uno studio di Valutazione del Ciclo di Vita in modo corretto e trasparente.
Grazie a queste norme, la LCA garantisce un linguaggio comune e criteri condivisi, rendendo i risultati confrontabili e affidabili. Questo aspetto è particolarmente importante quando la LCA viene utilizzata per supportare decisioni strategiche, comunicazioni ambientali o documenti ufficiali come le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto.
I dati che vengono raccolti infatti vengono poi elaborati per valutare gli impatti ambientali: le informazioni quantitative vengono tradotte in indicatori che descrivono gli effetti sull’ambiente, come il contributo al cambiamento climatico, il consumo di risorse naturali o l’inquinamento di aria e acqua ed, i risultati, vengono interpretati in modo critico per individuare le fasi più rilevanti e le possibili strategie di miglioramento. I risultati di una Valutazione del Ciclo di Vita non servono solo a “misurare” un impatto, ma soprattutto a comprenderne le cause e a individuare soluzioni più sostenibili. Questo rende la LCA particolarmente utile in fase di progettazione, quando è ancora possibile intervenire in modo efficace su materiali, processi e scelte tecniche.
Sempre più aziende inoltre hanno l’esigenza di comunicare il proprio impegno per la sostenibilità in modo credibile e utilizzando basi solide come quelle che uno studio di LCA può fornire perché si fonda su un metodo scientifico riconosciuto e su dati verificabili. Per questo motivo, la Valutazione del Ciclo di Vita è spesso alla base di strumenti come le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto e i Report di Sostenibilità: in un contesto in cui il rischio di greenwashing è elevato, la LCA rappresenta una garanzia di trasparenza e affidabilità.
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