Carbon Neutrality e Science Based Target: strumenti concreti per la transizione climatica
La transizione climatica è ormai una priorità strategica per le aziende che vogliono rimanere competitive, credibili e allineate alle aspettative di mercato e stakeholder. In questo scenario, la Carbon Neutrality e gli Science Based Target rappresentano due strumenti fondamentali per strutturare un percorso serio e misurabile di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
La Carbon Neutrality, o neutralità carbonica, indica una condizione di equilibrio tra le emissioni di gas a effetto serra generate dalle attività di un’organizzazione e la loro riduzione o rimozione dall’atmosfera. Raggiungere questo equilibrio è essenziale per contribuire al contenimento del riscaldamento globale entro la soglia di 1,5 °C, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare con il Goal 13 dedicato alla lotta al cambiamento climatico.
Nel contesto normativo attuale, il riferimento principale è la norma ISO 14068:2023, che ha sostituito la precedente PAS 2060. Questa norma definisce i principi e i requisiti per dimostrare la Carbon Neutrality di organizzazione, prodotto e servizio sottolineando con forza che la riduzione delle emissioni deve essere prioritaria rispetto alla compensazione. Non è quindi sufficiente bilanciare le emissioni con crediti di carbonio: è necessario dimostrare un impegno concreto, proattivo e documentato nella loro diminuzione.
Il punto di partenza di qualsiasi percorso verso la Carbon Neutrality è la misurazione delle emissioni, la cosiddetta Carbon Footprint. Questa può essere calcolata secondo la norma UNI EN ISO 14064 che ne consente una certificazione formale ed è integrabile con altri sistemi di gestione ambientale ed energetica, oppure secondo il GHG Protocol: protocollo asseverato riconosciuto a livello internazionale e utilizzato anche per iniziative come il Carbon Disclosure Project, EcoVadis. Sebbene utilizzino nomenclature diverse, entrambe le metodologie vanno a rendicontare le medesime emissioni.
Una volta ottenuto il dato espresso in tonnellate di CO₂ equivalente, l’azienda è chiamata a definire un piano di riduzione strutturato, che stabilisca obiettivi chiari, tempistiche e responsabilità, coinvolgendo il top management e l’intera organizzazione.
L’attuazione del piano consente di ridurre progressivamente le emissioni attraverso interventi mirati sui processi produttivi, sull’energia, sulla mobilità e sulla catena del valore. Solo dopo aver implementato queste azioni è possibile intervenire sulle emissioni residue, compensandole tramite l’acquisto di crediti di carbonio certificati o investendo in progetti di riduzione e rimozione della CO₂. Il percorso si conclude infine con la verifica da parte di un ente terzo accreditato e con una comunicazione trasparente dei risultati. È importante sottolineare che la dichiarazione di Carbon Neutrality ha validità annuale e deve essere rinnovata nel tempo, dimostrando un miglioramento continuo delle performance ambientali.
Un ruolo centrale nella strategia climatica delle imprese è svolto dagli Science Based Target. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2015 con l’intento di promuovere l’adozione di obiettivi aziendali per ridurre le proprie emissioni in coerenza con le evidenze scientifiche sul climaper il mantenimento e contenimento dell’aumento della temperatura entro 1,5 °C. L’iniziativa Science Based Target ad oggi coinvolge migliaia di aziende in tutto il mondo e aderire a questa iniziativa significa impegnarsi formalmente a ridurre le emissioni in modo progressivo, sia nel breve che nel lungo termine.
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