Menopausa e pelle: dalla ricerca scientifica alla validazione dei cosmetici
La menopausa rappresenta una fase fisiologica della vita della donna, ma il calo degli estrogeni che la caratterizza comporta cambiamenti importanti anche a livello cutaneo. La pelle diventa progressivamente più sottile, meno elastica e più vulnerabile ai processi di invecchiamento. Per questo motivo cresce l'interesse verso ingredienti cosmetici in grado di contrastare questi effetti, ma è fondamentale dimostrarne l'efficacia con metodologie scientifiche affidabili.
Cosa succede alla pelle durante la menopausa?
Gli estrogeni svolgono un ruolo chiave nel mantenimento della struttura della pelle. Stimolano infatti l'attività dei fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene, elastina e di altri componenti della matrice extracellulare.
Con la diminuzione degli estrogeni, la sintesi di queste proteine rallenta sensibilmente. Il collagene, che costituisce la principale proteina del derma, subisce una riduzione particolarmente marcata: nei primi cinque anni dopo l'inizio della menopausa si può arrivare a perdere fino al 20-30% del collagene cutaneo.
Le conseguenze sono facilmente osservabili:
- perdita di elasticità e tonicità;
- assottigliamento della pelle;
- rughe più profonde e marcate;
- maggiore lassità cutanea.
Stress ossidativo e degradazione delle proteine cutanee
La menopausa non influenza soltanto la produzione di nuove proteine strutturali, ma accelera anche la loro degradazione.
L'aumento dell'attività delle metalloproteinasi (MMP), enzimi deputati alla degradazione di collagene ed elastina, favorisce infatti il processo di invecchiamento cutaneo intrinseco.
Parallelamente, la riduzione degli estrogeni diminuisce le difese antiossidanti dell'organismo, determinando un incremento della produzione di radicali liberi. L'accumulo di queste specie reattive induce stress ossidativo, che danneggia DNA, lipidi e proteine cellulari e contribuisce ulteriormente al deterioramento della pelle.
Gli attivi cosmetici più studiati
Proprio in relazione a queste condizioni tipiche dell’età della menopausa nella donna, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso la creazione di cosmetici che possano contribuire a contrastare questi processi biologici, agendo su differenti meccanismi d'azione.
Tra i più studiati troviamo:
- Retinoidi, che favoriscono la sintesi di collagene.
- Vitamina C, indispensabile come cofattore nella produzione del collagene e dotata di una spiccata attività antiossidante.
- Peptidi biomimetici, in grado di supportare l'attività dei fibroblasti.
- Filtri solari, fondamentali per limitare la degradazione delle proteine cutanee indotta dalla radiazione UV.
Ma come è possibile dimostrare che questi ingredienti funzionano? Il ruolo dei test in vitro
I test in vitro rappresentano uno strumento essenziale per valutare scientificamente l'efficacia di un ingrediente o di un prodotto cosmetico prima della sua commercializzazione.
Uno degli approcci più utilizzati prevede l'impiego di modelli di cute umana ricostruita, che riproducono in laboratorio le principali caratteristiche della pelle.
Tramite questi test si possono prendere in considerazione sia l’efficacia in generale sia fattori più specifici, come ad esempio la protezione dallo stress ossidativo tramite diverse tipologie di tecniche tecnologicamente avanzate.
In questo modo è possibile verificare se un ingrediente è in grado di stimolare la sintesi delle proteine strutturali o di limitarne la degradazione.
E i test in vivo?
Anche questi sono fondamentali, soprattutto quando si parla di una fase di vita come questa, molto delicata per le donne. I prodotti cosmetici possono essere utilizzati per diversi scopi e per questo i test a disposizione sono diversi. Partiamo dai test anti-aging dedicati ai claim “contrasta l’invecchiamento della pelle” e “contrasta le rughe”, per arrivare ai nuovi test dedicati alla neurocosmesi, che in questo stato fisiologico ha il suo ruolo importante, fino ad arrivare ai test sull’attività antiossidante, con il metodo del FRAP ASSAY, che negli ultimi anni è diventata fondamentale per le analisi sui cosmetici, ma anche per l’efficacia degli integratori alimentari, soprattutto quando si parla dei Beauty Claim ad essi associati.
Dalla ricerca all'innovazione cosmetica
L'efficacia di un cosmetico non può essere valutata esclusivamente sulla base della presenza di un ingrediente attivo. È necessario dimostrare, con dati sperimentali, che tale ingrediente sia realmente in grado di modulare i processi biologici coinvolti nell'invecchiamento cutaneo.
I test in vitro consentono di raccogliere evidenze scientifiche solide sull'attività di ingredienti e formulazioni, supportando lo sviluppo di prodotti sempre più efficaci e fornendo alle aziende dati oggettivi a sostegno delle proprie affermazioni.
In un contesto come quello della menopausa, caratterizzato da profonde modificazioni biologiche della pelle, queste metodologie rappresentano uno strumento fondamentale per sviluppare trattamenti cosmetici basati sulla ricerca e sull'evidenza scientifica.
Affidati alla conoscenza dei nostri esperti, insieme potremmo valutare un piano ad hoc per la valutazione dell’efficacia del tuo cosmetico e degli ingredienti al suo interno, così da garantire per il tuo prodotto, sicurezza, efficacia e qualità superiori e comprovate.
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