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Analisi FAV
Fibre Artificiali Vetrose​

Nuovo limite massimo per l'esposizione professionale alle Fibre Ceramiche Refrattarie entrato in vigore con il nuovo Decreto dell’11 Febbraio 2021.

Hai bisogno di effettuare o aggiornare la valutazione del rischio e mettere in atto procedure idonee per la prevenzione e protezione dei lavoratori?

Diventate tra i materiali commercialmente più utilizzati dopo il divieto di utilizzazione dell’amianto, le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) hanno trovato importanti applicazioni sia dal punto di vista industriale che nel settore dell’edilizia.

La loro così vasta diffusione è dovuta alle loro proprietà così versatili:

  • elevata stabilità fisica e chimica,
  • non infiammabili,
  • resistenti a microorganismi e a condizioni ambientali
  • proprietà dielettriche e di isolamento termico e acustico

Questo le rende adatte all’impiego come materiali da costruzione e manutenzione di edifici, nei materiali coibenti, di rivestimento e come componenti di base in molti processi industriali.

Classificazione delle Fibre Artificiali Vetrose

Le FAV sono costituite da Silicio e quote variabili di altri ossidi (alcalino terrosi, alcali, alluminio, boro, ferro e zirconio).

All’insieme, appartengono:

  • lane di vetro,
  • lane di roccia,
  • lane di scoria
  • lane di nuova generazione
  • Fibre di Vetro a Filamento Continuo e
  • Fibre Ceramiche Refrattarie (FCR).

La loro composizione determina differenti proprietà fisiche e chimiche: secondo i criteri di classificazione (Allegato VI del Regolamento CE 1272/2008), vengono suddivisi in lane minerali (FAV con contenuto alcalino e alcalino-terrosi superiore a 18% in peso) e Fibre Ceramiche Refrattarie (FAV con contenuto in ossidi alcalini e alcalino terrosi inferiore al 18% in peso).

Oltre al contenuto di ossidi alcalino e alcalino terrosi, gli altri criteri di classificazione delle FAV per l’attribuzione di “cancerogeno” sono: il diametro medio geometrico pesato sulla lunghezza e la biopersistenza delle fibre.

Esposizione ed effetti sulla salute

L’esposizione alle FAV dipende dalla probabilità che si verifichi un rilascio di fibre nell’ambiente circostante.

Tale fattore è influenzato da elementi quali:

  • consistenza del materiale (friabile o compatto);
  • stato di conservazione (integro o danneggiato);
  • presenza o meno di vernici o strati protettivi.
  • consistenza del materiale (friabile o compatto);
  • stato di conservazione (integro o danneggiato);
  • presenza o meno di vernici o strati protettivi.

L’esposizione avviene principalmente tramite:

  • pelle,
  • occhi
  • tramite inalazione delle fibre aerodisperse

L’esposizione alle Fibre Artificiali Vetrose, può essere associata a irritazioni (degli occhi, della pelle e delle mucose) e a effetti infiammatori sull’apparato respiratorio, che nel caso delle FCR può arrivare fino all’evoluzione in placche pleuriche e fibrosi polmonare.

Valori limite delle FAV e obblighi del datore di lavoro

Dall’ 11 Febbraio 2021, con l’adozione del Decreto del Ministero del Lavoro, delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute (che recepisce le direttive Europee sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro) è stato adottato un valore limite delle FCR: 0,3 f/ml.

Per quanto riguarda le lane minerali, non incluse all’interno del Decreto e delle Direttive Europee, è opportuno prendere come riferimento i valori limite soglia di esposizione indicati dall’American Conference of Governmental Industrial Hygienist (ACGIH) pari a: 1 f/cm3 per lana di roccia, lana di vetro, lana di scoria e fibre di vetro a filamento continuo (come suggerito dalla circolare n. 4 del Ministero della Sanità del 15/03/2000). 

Come stabilito nel Titolo IX (Sostanze pericolose) del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008), per ridurre i livelli di esposizione alle Fibre Artificiali Vetrose il datore di lavoro è tenuto a fornire ai lavoratori gli adeguati DPI e le informazioni necessarie per limitarne gli effetti:

  • per quanto riguarda l’esposizione a lane minerali (Capo I – Protezione da agenti chimici), il datore di lavoro dovrà effettuare la valutazione del rischio e adottare le misure preventive adeguate.
  • l’esposizione a Fibre Ceramiche Refrattarie, invece, ricade nel Capo II – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni: anche in questo caso dovrà essere effettuata la valutazione del rischio e andranno messe in atto le idonee procedure di prevenzione e protezione che riducano al minimo o eliminino completamente l’esposizione dei lavoratori (sostituzione del materiale se tecnicamente possibile o utilizzo di un sistema chiuso al fine di ridurre il livello di esposizione) e attivazione della sorveglianza sanitaria prevista.

Tecnici qualificati al tuo servizio nell'analisi amianto e FAV

Lifeanalytics mette a disposizione affidabilità e competenza nel settore delle Fibre Artificiali Vetrose (FAV).

Ci occupiamo di analisi di Fibre Artificiali Vetrose su tutte le matrici solide e aria, attraverso diverse metodiche analitiche (come previsto dalla Circolare 4 del 15/03/2000):

  • Determinazione degli ossidi alcalino e alcalino-terrosi mediante SEM-EDS.
  • Determinazione del diametro medio geometrico pesato sulla lunghezza mediante SEM.
  • Campionamenti personali e ambientali accreditati per la determinazione quantitativa delle concentrazioni di FAV (lane minerali e Fibre Ceramiche Refrattarie) in ambienti indoor e outdoor, ambienti di vita – ambienti di lavoro, per monitoraggi in fase di bonifica e restituibilità finale.

Il nostro team di tecnici qualificati e i nostri laboratori accreditati sono in costante aggiornamento. Questo ci consente così di offrire ai nostri clienti le metodologie più adatte alle specifiche esigenze.

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Nei tempi di risposta: solamente 24 h per amianto e FAV aerodisperse, 48 h per amianto e FAV massivi.

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